2. Dove si passa da Hollywood e si vede il Partenone

Appena finisce uno di quegli incontri, i partecipanti si ficcano nella prima libreria per comprare Il borgomastro di Furnes di Georges Simenon. Un autore che non ha bisogno di me per incrementare la sua – meritata – fortuna. Sono io che ho bisogno di lui. A volte mi pare di farmi bello con l’abito elegante di qualcun altro, solo perché è della mia misura.

Leggo quelle pagine per molte ragioni. La prima è ovvia: sono innamorato del libro. E come diceva Keith Richards a proposito di Robert Johnson, è imperdonabile non far partecipi gli altri del proprio amore per qualcosa di straordinario.

Poi perché Simenon scrive semplice e pulito. Pochi aggettivi, rare similitudini. Sia imperitura gloria per questo alla grande Colette, colei che lo cazziava senza pietà, riducendo a striscette le sue prime opere: “C’è troppa letteratura!”.

In terzo luogo perché Il borgomastro di Furnes metterebbe d’accordo Aristotele e un guru della sceneggiatura hollywoodiana come Syd Field.

Field e Aristotele sarebbero d’accordo, per esempio, su una cosa: nelle pagine de Il Borgomastro di Furnes c’è drama. Lo scrivo con una m sola, come in greco e in inglese, perché in italiano “dramma” è ormai un blando sinonimo di “tragedia”. E perché in inglese identifica un tipo di racconto (soprattutto al cinema e in tv) che non è leggero come la comedy, ma non è neppure tutto intrighi, misteri, sangue e sparatorie. Un segmento di produzione in cui proprio cinema e tv italiani sono attualmente in grande affanno.

Non pensavate mica che mi fossi inventato qualcosa di nuovo, vero?

Drama deriva dal verbo dran che significa “fare”. Il drama mette in scena persone che agiscono. Prendono decisioni, perseguono obiettivi, falliscono, ritentano, fanno scoperte sugli altri e su se stessi. Accanto all’azione, secondo Field c’è poi un’attività che definisce il personaggio più di ogni altra cosa. E infatti Simenon non scrive mai che il Baas è un “ricco e abitudinario uomo di potere”. Lo mostra durante il rito del sigaro serale (attività), quando viene disturbato dal ragazzo e rifiuta di anticipargli i mille franchi (azione). Aristotele avrebbe apprezzato, perché questo contribuisce alla mimesis, cioè alla sublimazione dell’arte narrativa, al suo scomparire per dare vita a personaggi credibili come persone reali. La mimesis sono i colori vividi sul disegno scheletrico della trama, a tutto vantaggio della nostra immedesimazione e della nostra possibilità di emozionarci. E qui Platone ha un travaso di bile, come davanti a una animalesca pratica pseudo-masturbatoria.

Ma, come si vede qui a fianco, a Hollywood studiano ancora oggi La Poetica, e quindi Field e Aristotele sono molto più vicini dei due milllenni che li separano.

Millennio.

Bene. Questa è la parola che ci porta dritti alla prossima tappa.

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