Quentin Tarantino, Fantozzi e lo Statuto dell’Autore

Quentin Tarantino è uno dei pochi Autori del cinema mondiale. L’Autore è più di un regista. Sta nell’empireo dei Truffaut, degli Antonioni, dei Kubrick e dei Fellini. Nello statuto dell’Autore sono previsti benefits che i semplici ottimi registi, per non dire i comuni mortali, nemmeno si sognano.

1. L’Autore non copia. L’Autore cita. L’Autore non ruba mai le idee di qualcun altro, gli rende omaggio senza pretendere niente in cambio.
2. L’Autore non fa sempre lo stesso film. L’Autore sviscera in maniera infaticabile la Grande Ossessione del Nostro Tempo. Qualora non la condividessimo, siamo noi che abbiamo sbagliato ossessione.
3. L’Autore non ci monta a neve i cabbasisi con trame che uscirne, poi, non gli riesce nemmeno a lui che è l’Autore. È che l’Autore, a seconda di come si sveglia, mette in discussione dalle fondamenta il concetto stesso di narrazione.
4. L’Autore non commette errori storici che neanche in quinta elementare. L’Autore ci elargisce una interpretazione inedita sul mondo, la vita e tutto quanto.
5. Chi si addormenta ai film dell’Autore è perché non ha capito le citazioni, le ossessioni, il mondo, la vita e tutto quanto.

Autore ha la stessa radice di autorevole e di autoritario, che è quella di aumentare. Essere Autore significa disporre di un plus, accrescere la propria opera di un valore aggiunto a carattere carismatico. Fra un Autore e tutti gli altri corre la stessa differenza che c’è fra il Presidente degli Stati Uniti e il Re Sole. Entrambi sono potentissimi, ma solo il primo è soggetto a un mandato temporaneo e revocabile. Il bravo regista può avere dei sostenitori convinti, l’Autore solo sudditi devoti.

Da parte mia, credo che tre minuti del genere siano un esempio di perfezione strepitoso:

Tarantino ha una consapevolezza millimetrica del proprio linguaggio e sa sempre esattamente quello che vuole ottenere. Anche queste sono stimmate dell’Autore. Ma per me essere convinti di quello che si dice e dirlo chiaramente non significa avere sempre qualcosa da dire.

Personalmente, mi sono annoiato per una buona metà di Jackie Brown, mi sono addormentato a Inglorious Basterds e trovo in Kill Bill la stessa dirompente originalità dei migliori episodi di Scooby Doo.

Come un novello Fantozzi, vorrei allora scagliarmi contro Django Unchained. Ma non posso perché non ho alcuna voglia di vederlo. E poi non mi conviene, perché non riceverei alcuna ovazione liberatoria. La platea non sarebbe composta infatti dai tristi coscritti di un cineforum aziendale, ma da brillanti divoratori di serie tv, smanettoni dal tweet guizzante, progressisti istruiti e forse anche qualche vegano.

E poi, proprio la famosa sfuriata del ragionier Ugo è un esempio di cattiva citazione manipolatoria, di satira scadente su un bersaglio confuso. L’incrociatore Potemkin non poteva infatti avere sottotitoli in alcuna lingua perché è un film muto, dura un’ora e cinque minuti e il ritmo delle sue inquadrature è stato eguagliato solo un secolo dopo, da uno dei Batman più recenti. Mentre a Hollywood lo studiano ancora come una bibbia, noi lo abbiamo sbeffeggiato con l’illusione della risata colta e irriverente, mostrando invece tutta la nostra provinciale ignoranza.

Annunci

4 pensieri su “Quentin Tarantino, Fantozzi e lo Statuto dell’Autore

  1. non ho ancora visto Django, e non credo neppure lo vedro’: ma su tutto il resto sono assolutamente d’accordo con te, perfino mi sono fatta praticamente le stesse dormite.

  2. Bè, il tuo pezzo è bellissimo, da autore. Su Tarantino sarei daccordo che non si vive di solo ritmo e ironia, altrimenti la maniera è sempre in agguato. Neanch’io vado a vederlo, Django.

  3. Lo vedrò in questo week end. Adoro Tarantino perché è di una idiozia subliminale che pochi riescono a copiare. In un mondo fatto di playstation e contenuti dozzinali, lui si mette nell’ Olimpo di chi vorrebbe ostentare e risulta poi ridicolo. Essere demenziali suscitando emozioni è un gran dono, ma come si dice, i gusti son gusti e non deve piacerti necessariamente. Ci vorrebbe un Autore svincolato dalla ripetitività delle storie e che gli desse una lezione, ma con le idee genialoidi che ci sono in giro, la vedo dura. Quindi meglio Tarantino che un dito in un occhio! Ciao Giampaolo, un abbraccione! 🙂

  4. Vedrò Django sul divano di casa mia quando sarà il momento, come purtroppo altri film che vorrei vedere, causa figlia piccola+lavoro della moglie. Tarantino… argomento “scottante”, data l’idolatria riguardante questo signore dalla bazza pronunciata. Non ho problemi a dire che alcuni dei suoi film mi sono piaciuti tanto, come Pulp Fiction, Le Iene e anche Jackie Brown che è sicuramente un film lento per essere suo, ma de gustibus… Kill Bill? Sicuramente un fumettone, e a me Scooby Doo è sempre piaciuto! Per i miei gusti personali non lo accomunerei mai ai nomi che hai citato, è un lavorante che a volte piace, a volte meno, che si sta un po’ rigirando su stesso senza riuscire più a far quadrare il cerchio. A La Sposa/Thurman preferisco sempre la crudele Tura Satana (pace all’anima sua!)…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...