V come Volterra, V come vampiri

volterraIeri, sulle pagine de Il Tirreno  ho raccontato di Volterra e dello strano destino che l’ha portata a non essere più solo la città degli Etruschi e dell’alabastro. Mentre tutta la Toscana e il mondo guarda preoccupata alla terra che cede intorno al borgo, sono finito a scrivere di vampiri, di matti e di un vecchio sceneggiato tv.

Prologo con ricordi d’infanzia: da piccolo Volterra mi metteva una discreta fifa. I motivi erano diversi. Per prima cosa c’era un noto manicomio e immaginavo che i matti li avessero messi lassù, un po’ isolati, perché così non scappavano. A Volterra era poi ambientato “Ritratto di Donna Velata”, un tenebroso sceneggiato a puntate che guardavo alla televisione. Infine c’erano gli Etruschi e gli Etruschi mi facevano sempre scivolare addosso un brivido di inquietudine. Mi pareva che la prerogativa degli Etruschi fosse quella di essere tutti morti.

Continua a leggere qui.

Per la cronaca, questi erano i titoli di testa dello sceneggiato Ritratto di Donna Velata. Musica di Riz Ortolani.

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