Tuttavia

Alla fine di un bel laboratorio di narrazione, non so mai se ho insegnato davvero qualcosa. Un bel laboratorio nasce sempre e comunque da un bel gruppo, e quello che ho seguito a Torino in questi mesi è stato un bizzarro e fantastico gruppo di persone. Io sento solo di aver condividiso i miei amori e i miei errori, il mio entusiasmo e anche alcune angosce tipiche di chiunque si metta in testa di raccontare una storia.
Fra queste angosce c’è sicuramente quella di non essere pubblicati, letti, capiti o apprezzati. È umano.
Capitano e capiteranno momenti di sconforto, amici miei. Per quando questi momenti verranno, posso solo darvi ciò che altri hanno dato a me, come del resto ho sempre fatto in questi mesi.

“… Tuttavia un giorno, in un momento d’ozio o di distrazione, ti tornerà alla mente una frase che ti ronza in capo da tempo – una battuta di Shakespeare o una terzina di Dante – e riapparirà il nitore perfetto d’una pagina scritta, l’aria fresca di primavera, il canto degli uccelli che tornano trascorso l’inverno, la passeggiata serale delle adolescenti sul lungomare, il gioco del pallone, l’andare in motocicletta, la penombra di una camera da letto dove una donna è distesa in attesa dell’amante, il silenzio di una via innevata, lo sguardo di un bambino da dietro la finestra che osserva di notte la neve scendere su quella strada, il passante che l’attraversa lasciando impronte scure e che nasconde un segreto innominabile.

Verrai travolto dal desiderio irrefrenabile d’essere altrove mentre sarai perduto in queste immagini e ti sembrerà che nonostante molti siano gli autori scadenti e i libri inutili e pochi i grandi autori e i libri necessari, forse varrebbe la pena di fare un altro tentativo, di giocare la sorte ancora una volta perché senti intimamente e profondamente che potresti far parte di quei pochi e dei grandi, anzi sei certo di farne parte indipendentemente dai giudizi degli altri e ancora una volta ti sveglierai un mattino bellissimo con quest’idea fissa, con quest’ossessione dannata che ti danna ma ti costringe a procedere, con questa voglia di opporti alle avversità e che ti fa sentire vivo come mai avevi creduto di poterlo essere.”

Filippo Tuena,
Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante
Mattioli 1885

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