Come ho capito il segreto del giallo scandinavo (e in soli tre giorni)

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Ebbene sì, a Malmoe un anonimo vandalo ha deturpato con scritte misteriose un salvagente. L’inquietante episodio sarà sicuramente l’inizio di un nuovo travolgente thriller a cavallo dell’Oresund.

Cari amici scandinavi,

che non avete idea di quanta epica salgariana ci sia nell’uscire di casa ogni mattina in auto senza sapere quando, come e se si raggiungerà una qualche destinazione

che non sapete cosa si prova a uscire di casa in bicicletta e rischiare la vita per come guidano tutti quelli che sono usciti di casa in auto e non sanno se, come e quando raggiungeranno una qualche destinazione

che non combattete per il privilegio di legare al palo la bicicletta, con due lucchetti per le ruote e uno per il sellino, perché qualcosa di nordico alla fine l’abbiamo importato: i ladri-ikea che rubano le bici a pezzi e se le rimontano comodamente a casa

che neppure controllate da lontano l’auto a noleggio che vi riconsegniamo, certi che il serbatoio sia pieno come quando l’abbiamo presa e sicuri che non abbiamo inciso i nomi delle nostre fidanzate sulla carrozzeria

che quando dovete costruire un quartiere nuovo prima di tutto chiamate degli urbanisti e degli architetti

che neanche quando bevete molto (e non di rado bevete come lavandini) siete capaci di devastare una piazza riducendola a un incrocio fra una latrina e una discarica

che siete del tutto indifferenti al piacere di sbarbare lampioni, rovesciare panchine e scrivere su ogni muro appena riverniciato cazzi vostri che nessuno capisce, per giunta con una sintassi da seconda elementare

che ricevete dallo stato prestazioni dignitose e in tempi ragionevoli, e non le considerate un colpo di culo, un privilegio strappato ad altri da festeggiare esultando nel segreto del vostro tinello

che avete avuto bisogno di Kierkegaard per scoprire l’angoscia e la disperazione connaturati all’esistenza umana, mentre qua basta tentare di prendere un treno regionale per andare al lavoro

Cari amici scandinavi, adesso finalmente credo di avervi capito.

Nelle vostre vite di tutti i giorni mancano tante, troppe occasioni per piccole suspense e grandi batticuori. Ecco perché avete passato gli ultimi quindici anni a scrivere centinaia di romanzi in cui nei sobborghi residenziali di Oslo si tagliano gole come neanche nella favela di Rocinha, storie che descrivono la torbida Norkoepping come crocevia di innominabili traffici, in cui ogni laghetto della Scania rigurgita di cadaveri e dove pure le alci risultano, dopo accurate indagini, parte di un oscuro complotto teso a distruggere l’umanità senza lasciare una sola cartaccia sul marciapiede.

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2 pensieri su “Come ho capito il segreto del giallo scandinavo (e in soli tre giorni)

  1. Meraviglioso post!!! Hai ragione gli manca sopratutto la suspense di attraversare la strada che anche se si è sulle strisce e con il verde ti “arrotano” o di prendere un bus alla Fantozzi maniera

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