House of Chigi

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Matteo Renzi: Frank, ho deciso di venire a New York a vedere la finale degli US Open.

Frank Underwood: Sicuro?

MR: Sicuro. È un evento storico per lo sport italiano. Un traguardo ottenuto da due donne. E poi voglio anche dare un segnale forte: non esiste solo il calcio, in Italia.

FU: La trovo una grande idea. E dimmi, Matteo, come vieni negli Stati Uniti?

MR: Con un volo di Stato. La mia è una rappresentanza istituzionale. Come quella di Pertini al Mundial 1982.

FU: Spero tu non abbia intenzione anche di farti immortalare sul volo di ritorno a giocare a Ruzzle con la Pennetta e la Vinci.

MU: Cosa intendi dire?

FU: Intendo dire che Pertini era Presidente della Repubblica, Matteo, non fare il furbo. Tu sei Capo del Governo, è tutta un’altra storia. Anzi, controlla che nessuno dei tuoi se ne esca con un parallelo così idiota sui media, okay?

MR: Non ti sento convinto, Frank.

FU: Un volo di Stato a spese del contribuente. Lo sai che ti salteranno alla gola, no?

MR: Tanto i gufi lo fanno tutti i giorni, Frank, non vedo il problema.

FU: Lo so, sono talmente disperati che si attaccano a tutto. Ciononostante lo faranno. E con la bava alla bocca.

MR: Ma… quando era al governo il centrodestra usavano i voli di Stato per mandare le ganze dal pedicure… e quell’altro della Lega si è fatto pagare dal contribuente le mutande verdi. Glielo ricorderò!

FU: Andiamo, Matteo, non servirà a niente. Il passato in Italia non conta, lo sai, e il passato è l’altro ieri. E poi pensa ai Cinque Stelle, a quelli basta nulla e si sentono Robespierre. In Rete scateneranno l’inferno.

MR: Faranno la figura dei guastafeste.

FU: Vero, ma non è la figura che faranno loro che ci interessa, Matteo. A noi interessa quella che farai tu.

MR: Non capisco. Andrò al match, durante le ore di volo lavorerò e tornerò a Roma subito.

FU: Matteo, mi confermi che tua moglie si è appena fatta ritrarre in coda per l’assegnazione della cattedra, in mezzo a tanti insegnanti qualunque?

MR: Naturalmente.

FU: Mossa superba, lasciatelo dire. Ma vedi, Matteo, un insegnante qualunque non può decidere di salire su un aereo da un giorno all’altro e andare a vedere la finale degli US Open. Probabilmente lo stipendio di un mese non gli basterebbe. Ora capisci cosa ti voglio dire?

MR: Okay, allora andrò da solo, eviterò in tutte le maniere che sembri una gita di famiglia.

FU: Per carità, Matteo, hai appena detto che vai a rendere omaggio a due campionesse donne e che fai, lasci la moglie a casa? Così combini un disastro.

MR: Ma allora che devo fare?

FU: Considera solo una cosa, Matteo. La maggior parte degli italiani rischiava di non vederla neanche in tv, quella finale, se non a pagamento. E tu che fai? Prendi un volo di Stato, vieni negli Stati Uniti sollevando un polverone di polemiche che agli occhi della gente otterranno un solo risultato: rovinare la gioia per un momento storico per lo sport italiano.

MR: Non ti seguo.

FU: Seguimi, invece. Finirai per diventare anche tu il guastafeste. Invece devono sentirti uno di loro, Matteo. La trasmettono in tv? E allora fai un bel tweet con la tua famiglia davanti alla tv. Niente cravatta, camicia con maniche arrotolate. Deve sembrare una pausa di lavoro, adesso mi segui?

MR: Frank, ma a me piaceva andare a New York!

FU: Me ne sbatto di quello che piace a te, Matteo. Sei Presidente del Consiglio! Niente ti impediva di continuare a occuparti di distribuzione di giornali e  volantini con la ditta di famiglia.

MR: Posso avere almeno un maxischermo?

FU: Sì, ma non esagerare. 42 pollici. Mettiti su una sedia, non in poltrona. I tuoi figli seduti per terra non sarebbe male, deve sembrare una piccola riunione di famiglia improvvisata, atmosfera informale, d’accordo?

MR: D’accordo.

FU: Qualche cartone di uno speedy pizza sarebbe perfetto.

MR: Speedy pizza, ok. Hai qualche consiglio anche sulle pizze?

FU: Niente di stravagante. Margherita e capricciosa, direi.

MR: Margherita e capricciosa, ok. Grazie, Frank, sei sempre prezioso.

FU: Non credere di sdebitarti con un “grazie”, Matteo. E goditi la partita.

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