Torna in libreria La Notte Alle Mie Spalle

Io, a pallone, ho sempre giocato in difesa. Se non hai i piedi buoni, però un po’ di fisico sì e sei tendenzialmente tignoso, è solo in difesa che puoi giocare (nel calcio del ventunesimo secolo ci vogliono i piedi buoni per giocare ovunque, ma per carità, non divaghiamo).

Per un difensore la prima cosa è l’anticipo. Specie se sei un lungagnone macchinoso, diventa fondamentale prendere la palla prima, perché se poi la prende quello veloce succedono cose molto brutte. Quando ti ostini a giocare a calcio dopo i cinquant’anni, be’, allora capire prima dove andrà la palla diventa l’unica possibilità di beccarla, almeno ogni tanto.

Per fortuna ci sono insegnamenti che, anche se a calcio rimarrai una pippa, poi ti porti dietro e magari ti tornano utili fuori dal campo. L’anticipo è uno di questi.

Nel mio lavoro, che è quello di scrivere storie, l’anticipo me lo ha insegnato Luigi Bernardi. Dai fumetti alla narrativa, dai manga giapponesi al noir italiano, per trent’anni Luigi è arrivato prima di tutti dove stava per cadere la palla dell’editoria, creando spazi dove nessuno li aveva neppure intuiti. Più che a un difensore, lo paragonerei però a un Andrès Iniesta, un leader sobrio e saggio che in silenzio si fa sempre trovare al posto giusto, con giocate lineari ed essenziali.

Dovevo però imparare un’altra cosa: se abiti a New York o a Londra, arrivare in anticipo ti rende un innovatore. Se lavori nell’Italia del ventunesimo secolo vieni preso per uno stravagante presuntuoso. Perché l’Italia del ventunesimo secolo, val la pena ricordarlo, è un posto in cui qualcuno va in top ten ricicciando l’idea di un film capolavoro che ha sbancato i botteghini di mezza Europa quindici anni fa, e senza che nessuno faccia un plissé. Dovevo anche capire che, se sul campo da calcio prima prendi la palla meglio è, in editoria no: talvolta muoversi con troppo anticipo significa finire in fuorigioco. Forse chi a calcio gioca in attacco lo interiorizza meglio. Ma non si può capire tutto e io, l’ho detto, ho giocato sempre in difesa.

Nel 2012 è uscito per e/o La notte alle mie spalle. Oggi mi sento di riaffermare con orgoglio e un filo di immodestia che si tratta di un romanzo in anticipo sui tempi. E che perciò – nonostante ottime critiche anche all’estero – ha pagato un certo dazio, tanto è vero che in libreria era irreperibile da almeno un paio di anni.

Da oggi, complici le fortune di Cosa resta di noi e La ragazza sbagliata, La notte alle mie spalle torna finalmente in libreria in formato pocket. Ne sono felice. Anche Luigi Bernardi, credo, lo sarebbe. È l’ultimo mio libro che ha letto e, ancora oggi, nei momenti in cui la fatica si fa sentire, mi sembra inconcepibile scrivere romanzi se non c’è Luigi a leggerli per primo.

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Di questa Ragazza si parla ancora molto

Anche in autunno La ragazza sbagliata ha continuato a suscitare attenzione sulla stampa e sulla rete. Qua sotto c’è la recensione di Gigi Riva su L’Espresso.



 

 

E poi…

La ragazza sbagliata è la storia di una gabbia. Quella che ci costruiamo intorno per raccontarci le nostre vite. Oppure quella che costruiscono stampa e mass media per confezionare storie con assassine bellissime e il massimo dell’appeal possibile. O quella fisica in cui finisci quando vieni riconosciuto colpevole di omicidio…

Licia Ambu su Associazione Culturale Luigi Bernardi, la recensione prosegue qui.

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Intensa, coinvolgente, commovente ricostruzione psicologica dei personaggi. Uno splendido e inatteso finale per un libro da leggere! Assolutamente.

Patrizia Debicke su The Blog Around The Corner, l’articolo completo è qui.

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Sistemerò “La ragazza sbagliata” di Giampaolo Simi (Sellerio Editore) su uno scaffale speciale della mia libreria. Quello che raccoglie i romanzi e i racconti – indipendentemente dal loro valore letterario – che sono stati capaci di agitarmi il cuore e parlare al mio vissuto interiore. Non capita spesso la fortuna di incontrare libri del genere. E meno ancora capita che la qualità della storia e della scrittura siano di gran livello come nel caso de “La ragazza sbagliata”.

Qui trovate impressioni e sensazioni di Luca Martinelli su ToscanaLibri.

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“La narrativa si serve di contrasti. Ambientare un giallo in dei posti dove l’atmosfera è già di per sé cupa sarebbe come dipingere nero sul nero. La Versilia ha una facciata luminosa e spensierata e un delitto acquisisce una risonanza più forte rispetto ad un ambiente degradato e lugubre dove avrebbe solamente l’effetto di un petardo in mezzo ad una guerra…

Gregorio Del Ghingaro mi ha intervistato su Luccaindiretta.

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Ci sono romanzi alchemici in cui gli elementi si combinano in modo unico. Il piacere della lettura veloce e godibile, tipica del giallo – soprattutto per me, ma so di essere in buona compagnia nell’amore per questo genere – si combina con la densità dei contenuti. Alla conclusione della storia, verso il finale disvelatore, si arriva mentre si legge altro, anche molto altro.

Così Alessandra Buccheri su The Blog Around The Corner. Il resto della recensione è qui.

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Questa è una lettura magnetica, incalzante e sorprendente, niente è come ce lo siamo immaginato, ogni cosa evolve, scardina certezze, rimette in gioco intere esistenze..

Questa ed altre cose sul romanzo scrive Giulia Dattilo su Mangialibri.

Lasciamo aperti i confini delle storie

La ragazza sbagliata è in libreria da poco più di due mesi e, fra le molte recensioni (positive, devo dire) ho incontrato spesso questa frase: La ragazza sbagliata va “oltre il noir” oppure “non è solo un noir”. Viene quindi usata per dare al testo la dignità di “romanzo tout court” e la cosa mi rende felice e orgoglioso. Soltanto la parola romanzo mi pare enorme e meravigliosa. Ma mi spinge anche a pormi qualche domanda su quello che sto facendo in questi ultimi anni, da La notte alle mie spalle in poi. Perché spesso quello che stai veramente facendo lo capisci meglio nelle parole degli altri.

In quella affermazione è insita l’idea che il “noir” abbia delle regole, e questo è vero. Anzi, è naturale. Un genere letterario definisce se stesso attraverso una serie di elementi ricorrenti, talvolta stilistici, altre volte simili ad autentiche ossessioni indispensabili alla propria drammaturgia. Nel noir incontriamo spesso il triangolo amoroso maledetto, la dark lady, il senso di colpa, l’eroe disincantato, un’atmosfera di decadenza e una corruzione pervasiva. In quella affermazione (in quella parola, oltre) è insita anche l’idea che le regole generino dei confini e stabiliscano dei limiti. La prima cosa è vera, la seconda meno. Il triangolo amoroso è al centro tanto di noir leggendari come La fiamma del peccato quanto di centinaia di storie romantiche o brillanti. I generi letterari possono (anzi, devono) lavorare fra di loro per osmosi e mantenere sempre aperti i loro confini, perché lungo questi confini spesso avvengono cose meravigliose. Chi avrebbe mai detto, per esempio, che rileggere in chiave hard-boiled un romanzo di fantascienza di Philip Dick avrebbe generato uno dei film più importanti della fine del ‘900?

 

Infine, mi pare piuttosto che che in Italia il successo commerciale delle storie legate al crimine e all’indagine (che però, l’ho già detto altre volte, sono solo in minima parte definibili come “noir”) abbia generato dei limiti di altro tipo. Limiti al tempo che deve trascorrere fra un’uscita e l’altra, limiti alle aspettative dei lettori e ai rischi che uno scrittore decide di prendersi. Formula che funziona non si cambia e il ferro va battuto finché è caldo. Ecco, ho appena scritto due frasi fatte. Da una storia di crimine e di indagine ormai ci si aspetta anche questo: se la trama funziona, non è uno scandalo se lo scrittore si adagia comodamente su cliché stilistici anche consunti o sull’italiano standard dei traduttori di thriller americani. Si salta sulla sedia, casomai, se non succede.

Insomma i limiti sono insiti nell’idea stessa di “genere” o si sono sclerotizzati di recente nel nostro modo di scrivere, di leggere e d’interpretare un testo? Non ho una risposta blindata e mi limito a un paio di considerazioni.

La prima: il noir per me non è un pretesto per narrare altro. È uno strumento indispensabile per narrare quello che mi interessa. È la mia strada verso quella cosa enorme e meravigliosa chiamata “romanzo”. Senza, mi perdo.

La seconda: per raccontare bene certe storie bisogna imparare una tecnica, proprio come per suonare uno strumento musicale. Bisogna interiorizzare un approccio, anche. E bisognerebbe farlo per passione e con umiltà, non per dimostrare la propria superiorità rispetto a un sottogenere minore di quella cosa chiamata “letteratura”. Come succede nella musica, avere un diploma di pianoforte non significa  prendere in mano una chitarra elettrica e cavarci fuori qualcosa di buono dopo venti secondi. Ogni musicista lo sa bene. Impariamo da loro.

“La ragazza sbagliata“, i misteri della Versilia, i fantasmi del cronista

Da Robinson a TTL, dal Corriere della Sera a Il Venerdì, quattro bellissimi articoli apparsi quest’estate su La ragazza sbagliata (cliccate le immagini per ingrandire la pagina e leggere).

Ranieri Polese su “La Lettura” del Corriere della Sera.

Fabio Galati su “Robinson” de La Repubblica.

Bruno Gambarotta su TTL de La Stampa.

Brunella Schisa su “Il Venerdì” de La Repubblica.

Lo confesso, ultimamente ho rilasciato QUALCHE intervista

Video, audio o pagina scritta. A voi la scelta.

Se cliccate qui, potete leggere cosa ci siamo raccontati con Fulvio Paloscia su Repubblica Firenze.

Qua sono da IBS, a Milano, e racconto un po’ di cose. Su La ragazza sbagliata e non solo.

 

Qua invece c’è il podcast della bella intervista che Loredana Lipperini mi ha fatto durante la puntata di Fahrenheit del 17 luglio.

E, se proprio non ne avete ancora abbastanza, qui troverete le dieci domande che Alessandro Campaiola mi ha posto dopo essersi aggiudicato il concorso lanciato da Sellerio in occasione dell’uscita del libro (e anche le mie risposte, certo).

Baci e abbracci.

Ci siamo.

 

 

 

 

 

Un’ottima prima settimana in libreria per La ragazza sbagliata. Entra direttamente nella top ten della narrativa italiana. Ottime anche le prime recensioni, come quella di Fabio Galati su Robinson, inserto culturale de La Repubblica.

“La ragazza sbagliata”, tutti gli appuntamenti

Qua potete trovare tutte le presentazioni e gli incontri pubblici a cui sarò parteciperò. La pagina è in costante aggiornamento. Scorrete verso il basso per visualizzare i prossimi appuntamenti.

30 giugno, ore 20.30 – LIDO DI CAMAIORE 

Al Bagno Mascotte, per l’inaugurazione della rassegna Cinemare. Conversazione con Luigi Vicinanza, direttore de “Il Tirreno”. Conduce Corrado Benzio.

5 luglio, ore 18.00 – PISA

Libreria Ghibellina. Incontro con i lettori e intervista a cura di Alessandra Mazziotti.

7 luglio, ore 19.00 – SASSARI

Rassegna GialloNoir alla Libreria Azuni, a cura di Emiliano Longobardi.

8 luglio, ore 18.30 – VIAREGGIO

Incontro con i lettori alla Libreria Caffè Lettera 22

9 luglio, ore 21 – MARINA DI MASSA

Al B&B Bianchi, per la rassegna Mangia l’Arte: “Non ho sposato Simon Le Bon” Michela Lombardi (voce) e Giampaolo Simi (chitarra). Non proprio una presentazione, ma una serata di musica e racconto per una rilettura dei bistrattati anni ’80. Con la partecipazione di Michele Boroni.

13 luglio, ore 21 – BARGA (Lucca)

Inaugurazione di BargaNoir in Jazz

16 luglio, ore 21 – LIVORNO

Terrazza Mascagni, Rassegna Eden

17 LUGLIO, ore 17.30

Ospite per il Libro del Giorno di Fahrenheit a Radio3

20 LUGLIO, doppio appuntamento in Versilia

Ospite alla rassegna “La strada per Itaca” organizzata da NINA La Libreria e Sellerio editore. Ore 19 incontro al Bagno Bragozzo, Lido di Camaiore, ore 21.30 incontro alla Libreria NINA di Pietrasanta.

21 luglio, ore 22 – GROSSETO

Alla Cava di Roselle, incontro con Sacha Naspini, a cura della Fondazione Luciano Bianciardi

28 luglio, ore 18.30 – TIRRENIA

Bagno Maddalena, incontro con i lettori a cura della Libreria Roma di Pontedera

2 agosto, ore 21 – LA SPEZIA

Spazio Orti di San Giorgio, Incontro a cura di Gabriella Tartarini

3 agosto, ore 21.30 – VIAREGGIO

Bagno Firenze, incontro a cura della Libreria La Vela, intervista di Erika Pucci

6 agosto, ore 18.30 – MARINA DI PIETRASANTA

Caffè della Versiliana, ospite ad AMARCORD VERSILIA
condotto da Concita Borrelli,con Giuseppe Ferrajoli, Guglielmo Giovannelli Marconi, Fulco Ruffo di Calabria, Domenico Savini.

18 agosto, ore 18 – CASTELNUOVO GARFAGNANA

Incontro con i lettori per la rassegna La Bella Estate, a cura di Alba Donati. Intervista di Simone Innocenti.

19 agosto, ore 18 – CASTIGLIONCELLO (LI)

Incontro con i lettori alla Limonaia di Castello Pasquini.

22 agosto, ore 20.30 – CAMPOBASSO

Incontro nell’ambito del Festival “Kiss Me Deadly”

23 agosto, ore 21 – LUCERA (FG)

Incontro con i lettori alla Cremeria Letteraria, in Piazza Duomo. Intervista di Gabriella Genisi.

27 agosto, ore 16 – MILANO

Incontro con i lettori presso il Giardino Nascosto di Cascina Martesana

31 agosto, ore 21 – Marina di Carrara

Incontro con i lettori al Bagno Le Palme, a cura della libreria Nuova Avventura. Intervista di Caterina Biso ed Enrico Giuliani.

3 settembre, ore 19 – LANGHIRANO (PR)

Incontro nell’ambito dell’iniziativa I Sapori del Giallo. Con Valerio Varesi, Flavio Santi e Patrizia Debicke.

9 settembre, ore 18 – PISA

Incontro con i lettori al Chiostro del Carmine, organizzato dalla Libreria Fogola.

15 settembre – PORDENONE

Festival PordenoneLegge, nell’ambito del viaggio nell’Italia del giallo.

16 settembre – SUZZARA (MN)

Incontro con i lettori, a cura della Libreria Ulisse

17 settembre, ore 17 – ZOCCA (MO)

Rassegna Cantiere Zoccanoir. Con Barbara Baraldi e Marcello Simoni.

22 settembre – CASTIGLIONE DEL LAGO (PG)

Incontro con i lettori alla Libreria Libri Parlanti.

23 settembre, ore 18 – BAGNO VIGNONI (SI)

Incontro nell’ambito di Toscanalibri.

26 settembre – FIRENZE 

Incontro con i lettori alla Libreria IBS. Intervista di Fulvio Paloscia.

28 settembre – PIACENZA

Alla Galleria Biffi Arte, incontro nell’ambito della rassegna “L’arte di scrivere”

29 settembre, ore 17 – LUCCA

Incontro con i lettori presso la libreria LuccaLibri. Intervista di Luciano Luciani.

30 settembre, ore 18 – ORTE (VT)

Incontro con i lettori alla libreria Gorilla&Alligatore

7 ottobre, ore 15.30 – PISTOIA

Incontro con i lettori alla Liberia Feltrinelli nell’ambito della rassegna letteraria Seminamenti, organizzata dalla Fondazione Banca Alta Toscana. Intervista di Maurizio Gori.

8 ottobre, ore 10.30 – PERUGIA

Nell’ambito di UmbriaLibri Noir, incontro al Corridoio del Trecento. Con Alessandra Buccheri e Pasquale Guerra.

20 ottobre, ore 18 – VIAREGGIO

Incontro con i lettori a cura della GAMC e della Biblioteca Comunale Marconi. Interviene Giorgio Del Ghingaro, Sindaco di Viareggio, e Luigi Vicinanza, direttore de Il Tirreno.

21 ottobre, ore 15 – GENOVA

Incontro con i lettori nell’ambito di Bookpride, a Palazzo Ducale, Sala Liguria.

3 novembre , ore 18 – PISTOIA

Incontro con i lettori presso la Libreria Les Bouquinistes.

10 novembre, ore 17.30 – FERRARA

Incontro durante la rassegna GialloFerrara

12 novembre, ore 10,30 – PISA

Incontro al Repubblica Caffè nell’ambito del Pisa Book Festival.

19 novembre, ore 13,30 – MILANO

Com’è profondo il male. Giallisti allo specchio. Incontro con Daniele Bresciani e Francesco Musolino nell’ambito di BookCity.

14 dicembre, ore 21 – ASTI

Incontro con i lettori al FuoriLuogo. A cura di Davide Ruffinengo.

 

2017

26 gennaio – TARQUINIA

Libreria Caffè La Vita Nova. Incontro a cura di Luigi De Pascalis.

 

Il primo weekend con la ragazza

Da La Repubblica Firenze di venerdì, una bella intervista di Fulvio Paloscia su La ragazza sbagliata.

VirusLibro 2017. Foto di Sanzio Fusconi.

A Empoli, in quella splendida iniziativa che è VirusLibro è andata benone. Era la prima ed era importante.

Intanto ci sono lettori che sottolineano.

E ci sono librai generosi con librerie chic (Nina, Pietrasanta) che fanno pazzie come quella nella foto di apertura.

 

Quando il nostro passato spariva nel buio

 

Su “il Tirreno” di ieri Cristina Bulgheri mi ha fatto qualche domanda riguardo a La ragazza sbagliata. So che state morendo dalla voglia di sapere le risposte, e allora le trovate qua.

Nella stessa pagina c’erano anche alcune mie considerazioni su questo romanzo. Eccole:

Prima di scrivere “La ragazza sbagliata”, ho lavorato per quasi due anni a una serie tv poliziesca. A ogni riunione di sceneggiatura sapevo che, prima o poi, quel terribile momento sarebbe arrivato. Mi riferisco al momento del “ma il cellulare non ce l’aveva dietro? E i tabulati? E qua ci sarà una telecamera, no? E il suo profilo social? E sul suo pc non trovano niente?”. Voi non potete immaginare cosa ci siamo dovuti inventare ogni volta perché il nostro assassino o la nostra vittima sparissero almeno per un quarto d’ora dall’onnipresente radar che monitora le nostre esistenze.

Finita la serie, mi sono dedicato al romanzo. Sapevo di dover tornare per una parte della trama al 1993 e, con una certa sorpresa, ho ricominciato a respirare normalmente. Perché una volta c’erano delle zone d’ombra. Sparire nel nulla, per mezza giornata o per un anno, era più facile. E, appunto, non sto parlando del Medioevo, sto parlando degli anni ’90. Una volta non firmavamo duemila fogli sulla privacy semplicemente perché la privacy era una condizione prevalente e naturale. Camminavi per strada e non c’erano venti telecamere a ogni isolato. Potevi telefonare da una cabina. I computer non erano ancora personal e nessun server ospitava le tue comunicazioni, da quelle di lavoro a quelle più intime. Il passato si allontanava da noi giorno per giorno, sparendo in un corridoio buio in cui rimanevano solo i lampi di luce della memoria o di qualche documento oggettivo. Le foto, per esempio. Quante ce ne scattavamo, in un anno? Cinque? Sei? Di sicuro le facevamo solo nelle occasioni importanti. Un matrimonio, la fine della scuola, un viaggio. Se al ristorante avessimo visto un tizio intento a fotografare da ogni angolazione il suo piatto di pappardelle lo avremmo probabilmente commiserato come un mezzo demente.

Ecco perché, quando il 7 luglio 1993 Irene Calamai scompare dalla sua casa delle vacanze in Versilia, viene risucchiata in un improvviso cono d’ombra. Non c’è una rete social su cui indagare, non c’è un cellulare da tracciare. C’è già “Chi l’ha visto?”, questo va ricordato, ma purtroppo Irene non l’ha vista nessuno. E non è un buon segno.

L’indagine e la suspense hanno a che fare con il buio. E quel buio là, il buio della preistoria senza social appena rischiarato dall’alba di internet, visto da qui, cioè da oggi, sembra davvero fitto e angoscioso. È come se i nostri occhi e il nostro cervello si dovessero riabituare a lavorare in un modo più antico. È quello che deve fare il giornalista Dario Corbo a ventitré anni di distanza, dopo aver seguito la vicenda nel 1993 come giovane praticante in redazione. Scopre così che tutte le sue grandi certezze sul caso erano in realtà molto fragili, e che quella sentenza solidissima era in realtà il risultato di un’indagine nata male e proseguita peggio. Scopre di non aver mai saputo davvero molto né della vittima, né della ragazza riconosciuta colpevole al tempo. Scopre che proprio nell’estate in cui Irene scomparve, nel buio dell’era pre-internet si allungarono sulla Versilia le ombre più inquietanti di un pezzo tragico di storia italiana.

da “Il Tirreno” del 22 giugno 2017 ©

“La ragazza sbagliata” in libreria da giovedì

 «Giro pagina e scrivo il suo nome. Nora Beckford. E subito sotto “Sensi di colpa: nessuno”. Lo sottolineo due volte, e buco quasi la carta. Nessuno». Ma il tarlo del dubbio si insinua in Dario Corbo, giornalista di successo caduto in disgrazia, e lo spinge a ripercorrere una vecchia storia. Ventitré anni prima c’è stato un omicidio brutale: una diciottenne, uccisa seviziata e abbandonata in un dirupo sulle colline della Versilia. Irene ha appena terminato l’esame di maturità, è una studentessa modello, un esempio per i compagni e una sicurezza per i genitori. A essere incolpata di un orrore che ha fatto rabbrividire un’intera comunità sarà, dopo una lunga vicenda giudiziaria, Nora Beckford. Ventenne figlia di un famoso scultore inglese trapiantato in quella striscia di lusso in Toscana, di lei si era indagato ogni tratto. Il carattere, l’uso di droghe, la passione, la gelosia. Sulla condanna successiva erano stati determinanti non solo le prove ma gli articoli infiammati di un giovane giornalista, Dario Corbo. Proprio lui che oggi, a vent’anni di distanza, è incaricato di un libro a sensazione su quel delitto. È indeciso, ma il lavoro è ben pagato e poi lo incoraggia ambiguamente a dedicarvisi un magistrato d’assalto, che gli facilita l’accesso a incartamenti e perfino a indizi tralasciati. Ma è soprattutto l’incontro fortuito con Nora Beckford, l’assassina da poco uscita di galera, che lo porta a inoltrarsi in una selva di piste trascurate e inattesi ritrovamenti su uno sfondo che si staglia inquietante. Chi è Nora? Come può dirsi incapace di ricordare perfino una singola istantanea di quella ferocia? Cosa si è insinuato in lei, cosa è successo intorno a lei? Quali oscuri segreti della storia criminale italiana l’hanno avvinghiata?

Ben più del mistero di un delitto, è l’enigma di una donna a incombere su Dario Corbo. A imprigionarlo tra la ricerca della verità e la forza della passione.

Sul sito di Sellerio la scheda completa.