Cosa resta di noi

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Premio Scerbanenco – La Stampa 2015 al Noir in Festival

“Il 14 febbraio il cielo sembrava un deserto bianco”. Inizia così il nuovo (bellissimo) romanzo di Giampaolo Simi, specializzato in noir e capace di inserire nella narrazione elementi di sorpresa e di disturbo. Alternando ironia e tensione. (Marco Mathieu, La Repubblica)

Le tre pagine iniziali in cui si narra di una stramba nevicata a bassa quota valgono il prezzo del biglietto… (Luca Ricci, Il Messaggero)

Il libro di Giampaolo Simi, Cosa resta di noi,  è bello, non servono troppi giri di parole. È un Sellerio doc. C’è trama, c’è attesa, c’è scrittura, c’è lo spirito del tempo (Tiziana Pasetti, Confidenze)

Mare fuori stagione, un figlio che non arriva, un matrimonio che si suicida, la sparizione di una donna sono solo l’asse portante di una trama forte, coinvolgente, di quest’ultimo libro di Giampaolo Simi, che intreccia ironia sottile, suspense e sentimenti, vitalità e distruzione, sul filo di una narrazione lucida e graffiante… (ANSA.it)

Giampaolo Simi approda a Sellerio con un romanzo che potrebbe fare molta strada. Cosa resta di noi è un noir maturo, scanzonato, doloroso. Sullo sfondo di una Versilia invernale (cosa c’è di più triste del mare d’inverno e degli stabilimenti chiusi…?), colpita da un’improvvisa nevicata, si muovono personaggi complessi intrappolati in una vicenda che sfugge al loro controllo”. (Alessandra Buccheri, The Blog Around The Corner)

“La Versilia amara di Giampaolo Simi ci resta infissa nel cuore” (Giancarlo De Cataldo)